di Massimo Gervasi
Archiviata la vittoria elettorale, ad Arezzo è già iniziata la seconda partita. E forse quella più delicata.
Una cosa è vincere le elezioni, un’altra è scegliere chi amministrerà davvero la città. La data cerchiata in rosso è quella di lunedì 29 giugno alle ore 9, quando si terrà la prima seduta della nuova consiliatura del Comune di Arezzo. Una giornata che segnerà il vero avvio della nuova amministrazione: convalida degli eletti, giuramento del sindaco Marcello Comanducci, elezione del presidente del Consiglio comunale e comunicazione ufficiale della nuova giunta con assessori e vicesindaco.
Ed è proprio sulle nomine che si sta concentrando tutta l’attenzione. Mentre il sindaco continua il lavoro di confronto con partiti, liste e gruppi della maggioranza, iniziano a circolare nomi, ipotesi e possibili deleghe. Tra quelli più citati nelle indiscrezioni politiche c’è Gianfrancesco Gamurrini, considerato da molti uno dei profili più forti per il ruolo di vicesindaco e figura centrale del futuro equilibrio amministrativo, nonché della Giostra e dei Mercatini di Natale.
Attorno a lui continuano a circolare anche i nomi di Lucia Tanti, Federico Scapecchi, Francesca Lucherini, Francesco Lucacci e altri esponenti che potrebbero trovare spazio nei nuovi assetti.
Nel frattempo continuano anche le voci attorno alla possibile riconferma dell’assessore al bilancio della precedente amministrazione Ghinnelli, Alberto Merelli. Ipotesi che però sui social non convince tutti.
Per alcuni cittadini il ricordo dei conti e delle difficoltà economiche affrontate negli ultimi anni lascia ancora qualche perplessità e qualcuno si chiede se una continuità su quel settore rappresenti davvero il segnale di cambiamento atteso.
Quote rosa ad Arezzo
Il tema che più sta infiammando il dibattito resta quello delle quote rosa. Secondo il ragionamento che circola in queste ore tra commentatori e cittadini, sarebbero ancora quattro le caselle che inevitabilmente entrano nel ragionamento degli equilibri di rappresentanza nella composizione finale della giunta. Proprio qui che si apre la polemica: per alcuni cittadini il rischio è che, quando si arriva ad assegnare incarichi così delicati, il criterio del merito venga percepito come secondario rispetto alla necessità di rispettare un equilibrio numerico.
Una critica che, almeno secondo chi la sostiene, non nasce contro le donne. Anzi. Sempre più spesso proprio le donne dimostrano capacità amministrative, competenze e risultati tali da non avere bisogno di alcuna corsia preferenziale.
Il punto sollevato da chi contesta il sistema è un altro: incarichi così importanti devono essere assegnati guardando prima di tutto esperienza, competenza e consenso ricevuto. Su questo elemento nasce anche una suggestione che sui social sta raccogliendo curiosità: c’è chi immagina che il sindaco possa sorprendere tutti scegliendo una figura esterna alla maggioranza tradizionale.
Tra i nomi che alcuni cittadini continuano a citare compare anche quello di Giovanni Grasso di Casa Riformista.
Pur uscito sconfitto dal confronto elettorale con Ceccarelli, secondo diversi commenti avrebbe raccolto attenzione e consensi e viene riconosciuto da una parte dell’opinione pubblica come una figura preparata soprattutto sui temi della sanità territoriale.
Più che una previsione, per ora è una suggestione. Proprio questa ipotesi si collega a un altro elemento che in queste ore viene attribuito al metodo Comanducci: la possibilità di valutare anche consulenti, assessori esterni o figure tecniche con competenze specifiche.
Una scelta che, se confermata, per molti rappresenterebbe una boccata d’ossigeno e il segnale che la giunta non sarà costruita soltanto per appartenenze politiche o automatismi. Comanducci oggi gode di aspettative alte. Il 29 giugno arriveranno i primi nomi e lì finirà il Toto-giunta per iniziare il vero governo della città.
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