di Rita Bruno
Davanti alla baia di Pontetto, in Liguria, prende forma un’installazione subacquea pensata come opera pubblica, habitat artificiale e laboratorio di citizen science.
Un progetto che punta a trasformare il fondale in uno spazio di biodiversità e partecipazione. Non solo un museo sommerso, ma un esperimento di rigenerazione ambientale e coinvolgimento civico.
A Bogliasco, davanti alla baia di Pontetto, il mare diventa spazio espositivo, presidio ambientale e luogo di ricerca. Qui è stato installato il Posidonia Art Reef, presentato come il primo museo sottomarino ecologico partecipato della Liguria. una struttura pensata per vivere sul fondale non come semplice attrazione, ma come dispositivo capace di accendere l’attenzione sullo stato degli ecosistemi marini e sul loro valore pubblico. L’idea mette insieme arte e infrastruttura ecologica, tentando di spostare il concetto di museo da contenitore di opere a organismo vivo, immerso in un ambiente fragile e in trasformazione.
Il reef artificiale e la sfida della biodiversità
Il progetto è stato realizzato con materiali eco-compatibili e criteri biomimetici, con l’obiettivo di favorire la formazione di microhabitat e l’insediamento di organismi marini. Al centro del messaggio c’è la Posidonia oceanica, pianta chiave del Mediterraneo: produce ossigeno, contribuisce alla cattura di CO2, protegge le coste e sostiene la biodiversità. In questo senso il reef non viene raccontato solo come opera artistica, ma come intervento che prova a dialogare con le urgenze ambientali del presente, in un tratto di mare dove le praterie di Posidonia sono esposte alla pressione climatica e costiera.
Un’opera costruita con la comunità
Uno degli aspetti più rilevanti dell’iniziativa è la sua natura partecipativa. Secondo le fonti ufficiali, il percorso ha coinvolto cittadini, studenti, subacquei, artisti e ricercatori nella co-progettazione delle eco-sculture e nella costruzione di una narrazione condivisa attorno al mare. Il progetto si sviluppa infatti dentro il programma europeo PartArt4OW, nato per creare un legame emotivo e civico tra comunità e acque attraverso l’arte partecipata, nell’ambito della missione UE “Restore our Ocean and Waters by 2030”.
In questa cornice, Bogliasco diventa un caso di studio su come la tutela ambientale possa passare anche dal linguaggio culturale, della didattica e dal coinvolgimento diretto del territorio.
Tra monitoraggio, festival e modello replicabile
Il Posidonia Art Reef non si esaurisce con la posa in mare. Le fonti parlano di monitoraggio scientifico, campagne partecipate di osservazione della biodiversità, immersioni guidate e di un futuro Virtual Underwater Museum pensato per rendere accessibile il progetto anche a chi non pratica attività subacquee.
La presentazione pubblica è stata annunciata per il 10 e 11 luglio 2026 durante il Posidonia Green Festival di Bogliasco, manifestazione che lega arti, sostenibilità e divulgazione scientifica. Sullo sfondo resta una domanda che dà spessore giornalistico all’intera vicenda: se questo museo sommerso sarà soltanto un simbolo efficace o potrà davvero diventare un modello replicabile di rigenerazione marina e cittadinanza ecologica per la Liguria, regione già inserita in un più ampio sistema di tutela del mare tra Portofino, Cinque Terre e altre aree protette.
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