di Rita Bruno
Pubblichiamo un approfondimento in due tempi sul caso Montedomini, l'ente fiorentino nato nel 1476 per assistere i più fragili e finito al centro di uno scandalo che coinvolge affitti turistici brevi, un patrimonio storico messo a reddito e una sindaca in contraddizione con le sue stesse normative.
In questa prima parte, la storia secolare dell'ASP, la governance attuale, le difese del presidente Maurizio Frittelli e il reportage de La Nazione che ha svelato l'hotel a quattro stelle al posto delle famiglie povere.
Nella seconda parte, in arrivo nella prossima uscita, la posizione di Sara Funaro, la contraddizione con il blocco agli affitti brevi imposto ai privati, il destino delle donne disabili sfrattate dal Villino Ogier e le inchieste politiche e giudiziarie in corso.
La storia Montedomini
Fondato nel 1476 come lazzaretto per gli appestati fuori le mura di Firenze, il complesso passò nel Cinquecento a due comunità di monache francescane (Monticelli e Montedomini), finché Napoleone non lo trasformò nel 1808 in "Deposito di Mendicità" con laboratori artigiani per i poveri. Nel 1816 divenne "Pia Casa del Lavoro", poi riconosciuta Opera Pia nel 1861.
Dopo i danni della guerra e dell'alluvione del 1966 abbandonò le attività produttive per dedicarsi esclusivamente all'assistenza agli anziani.
Nel 2006 fu trasformata in Azienda Pubblica di Servizi e nel 2010 assorbì le ASP Fuligno, Bigallo e Sant'Ambrogio, ereditandone il patrimonio immobiliare e sociale.
Tra questi, il Villino Ogier, donato nel 1923 dall argentierefiorentino Ugo Frilli con vincolo testamentario di destinazione al ricovero delle bambine cattoliche più derelitte — ospitò dal 1976 al 2024 una casa d'accoglienza per donne disabili.
La governance
Il 2 dicembre 2024 la giunta del sindaco PD Sara Funaro, per bocca dell'assessore al Welfare Nicola Paulesu, ha insediato il nuovo Consiglio di Amministrazione a maggioranza comunale. Il presidente è l'avvocato Maurizio Frittelli, già nominato da Nardelli, affiancato da Barbara Cardinali e dal sindacalista Cisl Silvano Di Geronimo. A completare il CDA Andrea De Biasio dell'Arcidiocesi e Giovan Battista Varoli della Città Metropolitana.
I tre membri scelti dal Comune danno alla giunta il controllo di fatto, ma non tutti sono militanti di sinistra: due provengono da istituzioni estranee al partito di maggioranza. La gestione operativa è affidata al direttore generale Emanuele Pellicanò, in carica dal 2020.
Le dichiarazioni di Frittelli
Convocato in Commissione Controllo, il presidente Frittelli ha difeso la gestione immobiliare con l'argomento della sopravvivenza economica. Senza il reddito delle proprietà, Montedomini avrebbe chiuso il bilancio con una perdita di 2,5 milioni di euro invece di un utile di 65.000. Ha minimizzato la portata degli affitti turistici, solo undici appartamenti su circa duecento, introdotti anni fa per valorizzare immobili altrimenti onerosi. Il presidente ha ribadito l'assoluta regolarità delle procedure.
Il passaggio più controverso è stato però la giustificazione etica. Secondo Frittelli, i lasciti di valore vengono esplicitamente dati per essere messi a reddito e generare il necessario all'assistenza degli anziani. Ha poi scaricato parte della responsabilità sul regolamento del 2018, ammettendo che potrebbe non rispecchiare più gli indirizzi politici attuali. Ha annunciato che entro il 2027 l'ente deciderà se mantenere o meno la destinazione turistica.
L'opposizione ha reagito parlando di sistema di potere, ricordando che un'Azienda Pubblica di Servizi non può essere giudicata solo sulla capacità di massimizzare i ricavi, ma prima di tutto sul valore sociale che produce.
La maggioranza PD ha invece difeso Montedomini come eccellenza cittadina che, grazie alla valorizzazione del patrimonio, riesce a mantenere rette contenute.
Reportage de La Nazione
Il 24 luglio 2026 i giornalisti de La Nazione si sono finti turisti nella palazzina Fusi di via Vacchereccia, nel cuore di piazza della Signoria. L'edificio, vincolato dal testamento dei fratelli Fusi all'accoglienza delle "famiglie povere della città di Firenze", fu messo a bando da Montedomini nel 2021 ed è oggi un hotel a quattro stelle della catena Ognissanti Hotels: camere a 120-200 euro a notte, appartamenti a 170 euro e oltre, arredamento rinnovato nel 2024, atmosfera asettica, check-in rapido con codici scritti a penna su un foglietto, nessun servizio interno.
Fino al 2016 la palazzina ospitava persone con fragilità economiche e sociali. Oggi, scrivono i giornalisti, "di famiglie povere e di fiorentini, non c'è traccia".
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