di Tania Amarugi
L’infanzia e l’adolescenza in Italia sono sempre più fragili, esposte a un’ondata di violenza che non si ferma e che si consuma tra le mura di casa e lo schermo di uno smartphone.
I dati ufficiali delineano un quadro drammatico: i reati registrati a danno dei minori hanno superato la quota record di 7.200 casi, segnando una crescita costante del 4%. Il Rapporto Indifesa di Terre des Hommes fotografa una realtà in cui la vulnerabilità colpisce soprattutto le bambine e le ragazze, vittime nel 63% dei casi complessivi. La casa, che dovrebbe rappresentare il luogo sicuro per eccellenza, si conferma il teatro principale degli abusi.
Sono quasi 3.000 i casi di maltrattamento registrati all'interno del contesto familiare. I dati evidenziano inoltre una profonda disparità di genere quando si parla di reati sessuali: le bambine e le ragazze subiscono infatti l’88% delle violenze sessuali e l’85% degli atti sessuali con minorenni. Tendenza confermata anche dai dati emersi dalle indagini della Direzione Centrale della Polizia Criminale e dell'Istat, che evidenziano un incremento significativo della violenza di natura sessuale e fisica nella fascia d'età tra i 16 e i 24 anni.
Se da un lato i minori sono vittime, dall'altro emerge una preoccupante crescita della violenza agita dagli stessi giovanissimi, spesso armati e guidati da una profonda fragilità interiore. Come evidenziano le analisi di Save the Children Italia, l'aumento delle denunce e degli arresti tra i minorenni mette in luce un forte disagio sociale e una grave carenza educativa.
I dati del CNR-IFC di Pisa sul profilo ESPAD mostrano che circa il 40% degli studenti tra i 15 e i 19 anni ha preso parte a risse o scontri fisici. Un fenomeno in cui le ragazze non sono più escluse: gli atti di violenza fisica grave compiuti da studentesse sono infatti raddoppiati. Questo genere di aggressività viaggia sempre più spesso in modalità "performance": i pestaggi e le umiliazioni vengono sistematicamente filmati per poi essere condivisi online, a caccia di visualizzazioni e approvazione social.
La dimensione digitale rappresenta la nuova frontiera del pericolo per i più piccoli. Secondo i dati raccolti dall'Osservatorio Indifesa di Terre des Hommes, per il 66% dei ragazzi il web è il luogo percepito come più a rischio in assoluto. Fenomeni come il cyberbullismo, le molestie online e il revenge porn tormentano quotidianamente gli adolescenti. A peggiorare la situazione si aggiunge la scarsa consapevolezza dei pericoli legati allo sharenting — la sovraesposizione di foto e video dei figli piccoli da parte dei genitori —, che espone l'infanzia a rischi di pedopornografia e furti d'identità. Esperti e associazioni chiedono a gran voce un intervento strutturale: non bastano più le sole misure punitive del Codice Rosso e l’abbassamento dell’età per la punibilità penale, ma servirebbe una riforma culturale che parta dalle scuole e dalle famiglie per ricostruire il senso del rispetto e della tutela dei minori, sia nel mondo reale sia in quello virtuale. L’umanità è a rischio.
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