Pugno duro e frontiere blindate: il governo vara il nuovo DDL Migranti 

Pubblicato il 16 febbraio 2026 alle ore 07:00

di Tania Amarugi

Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al nuovo Disegno di Legge sull’immigrazione, un pacchetto di norme che punta a blindare i confini italiani e ad adeguare la normativa nazionale al recente Patto UE su migrazione e asilo.

Il provvedimento, definito dal Viminale come necessario per la «sicurezza nazionale», introduce restrizioni senza precedenti, sollevando già un polverone di polemiche tra opposizioni e ONG. 

La novità più rilevante riguarda la possibilità di disporre il blocco temporaneo delle acque territoriali: in situazioni di emergenza o pressione migratoria insostenibile, l’accesso ai porti potrà essere negato, con la possibilità di dirottare i flussi verso hub  extra-UE (seguendo il modello del protocollo con l'Albania). 

All'interno dei Centri di Permanenza per i Rimpatri (CPR), la linea è quella della massima sorveglianza: il DDL prevede il divieto di utilizzo dei telefoni cellulari per i trattenuti, una misura giustificata dal governo per prevenire disordini e contatti con reti criminali, ma denunciata dalle associazioni come un isolamento che lede i diritti fondamentali. 

Il testo tocca anche i punti più sensibili dell’accoglienza. Per i minori stranieri non accompagnati, vengono introdotte "procedure accelerate" che prevedono il trattenimento in strutture dedicate anche in deroga ad alcune tutele precedenti, qualora  si verifichino condizioni eccezionali di afflusso. 

Giro di vite anche per chi è già regolarmente in Italia: i ricongiungimenti familiari saranno subordinati a verifiche più stringenti sul reddito e sull'idoneità abitativa, rendendo più complesso l'iter per portare i congiunti nel nostro Paese. Non mancano però norme sulla semplificazione burocratica, spinte dalle direttive europee. Il governo punta infatti a rendere operativo il permesso unico di lavoro entro maggio 2026, con l'ambizioso obiettivo di concludere le pratiche di rilascio entro 30 giorni dalla domanda, un tentativo di favorire i canali d'ingresso legali per motivi  lavorativi. 

Critiche al DDL Immigrazione

Mentre la maggioranza parla di «fine del caos» e «difesa dei confini», le opposizioni gridano all'incostituzionalità. Le organizzazioni umanitarie, come Emergency e Save the Children, hanno espresso forte preoccupazione per la limitazione dei diritti dei minori e per l'impatto dei blocchi navali sui soccorsi in mare. 

ll nuovo DDL ha sollevato forti perplessità tra magistrati e costituzionalisti, focalizzate principalmente sulla tutela dei diritti fondamentali nei centri di permanenza e sulla libertà personale. 

I cellulari nei CPR

Molti esperti evidenziano come il divieto di possedere telefoni cellulari possa configurare una violazione del diritto di difesa e del diritto a comunicare con l'esterno. Giuristi e associazioni come l'Associazione Nazionale Magistrati (ANM) hanno già ravvisato in passato possibili profili di incostituzionalità in norme  che limitano la libertà personale senza adeguate garanzie giurisdizionali. 

Trattenimento e Riserva di Legge

La Corte Costituzionale ha ribadito che la libertà personale è un diritto universale che non può essere intaccato da interessi pubblici legati alla gestione migratoria. Il rischio è che le procedure accelerate per il trattenimento, specie per i minori, possano scontrare con l'articolo 13 della Costituzione, che richiede l'intervento di un giudice per ogni limitazione della libertà. 

Blocco navale e obblighi internazionali

L'interdizione delle acque territoriali è  criticata per il potenziale contrasto con le convenzioni internazionali sul soccorso in  mare (SAR), che impongono il trasporto dei naufraghi verso il porto sicuro più vicino,  non necessariamente in paesi terzi. 

Procedura unica e veloce per il permesso unico di lavoro entrerà in vigore dal 22 maggio 2026, che dovrebbe accelerare il rilascio del titolo di soggiorno che dovrebbe avvenire entro 30 giorni dalla presentazione della domanda.  

Il DDL approderà ora in Parlamento e il testo potrebbe ancora cambiare: la battaglia politica è solo all'inizio. 

Aggiungi commento

Commenti

Non ci sono ancora commenti.