Cavicchioli, l’accumulatrice seriale agisce indisturbata: il giorno dopo il sequestro ha ancora cani in casa

Pubblicato il 4 maggio 2026 alle ore 07:00

di Carlotta Degl'Innocenti

Una storia che va avanti da oltre un decennio, con un primo sequestro di animali appartenenti a specie esotiche risalente al 2008, nell’ambito del quale furono sequestrate scimmie e boa che la donna, la Sig.ra Barbara Cavicchioli, deteneva nelle vasche da bagno della propria abitazione, situata a Montopoli di Sabina, in provincia di Rieti, nel Lazio.

Un nome che ormai da anni è salito agli onori della cronaca per il modo di agire indisturbato e reiterato con il quale l'accumulatrice seriale ha alimentato anche un traffico di animali domestici, collezionando sequestri e divieti di detenzione, fino a una condanna nel 2022 per maltrattamento e uccisione di animali, per cui avrebbe scontato anche pochi mesi di carcere e pagato una multa di appena 10.000 euro.

Le accuse sono tante e, nonostante i dieci interventi per un totale di un migliaio di animali sequestrati — tra cui 600 cani, ma anche gatti, cavalli e altre specie come i conigli — la Sig.ra Cavicchioli continua nella sua folle missione.

Etichettata come accumulatrice seriale, ma descritta come una mente lucida, è stata recentemente sotto i riflettori grazie al programma di Rai 1 "La Vita in Diretta", dopo un’incursione dell’influencer Enrico Rizzi, chiamato dalle volontarie locali per aiutarle a fare pressione mediatica sulla Procura al fine di accelerare i tempi per l'ennesimo sequestro, poi avvenuto lo scorso 30 aprile.

In totale sono stati trovati 52 animali, tra i quali 48 cani, tutti di razza e per lo più di piccola taglia. Secondo le testimonianze, nonostante l’interdizione, la donna si procurerebbe gli animali tramite annunci online su piattaforme come Subito.it, per poi effettuare il passaggio di proprietà nei pressi del parcheggio di un supermercato.

"I proprietari che hanno ceduto i loro cani in quel modo sono altrettanto colpevoli, se non di più, della Cavicchioli - commentano gli esperti - Non solo se prendi un animale dovresti prendertene cura per la vita, ma di certo non lo dai via nel parcheggio di un supermercato; quantomeno sarebbe più giusto effettuare il passaggio alla ASL veterinaria, anche se la cosa migliore sarebbe passare attraverso un’associazione".

Sequestri importanti, tra cui uno storico registrato nel 2014/2015 con oltre 140 cani, le cui foto hanno scosso l'opinione pubblica a livello nazionale. Esemplari ridotti in condizioni disarmanti: pelle e ossa, senza pelo, rinchiusi in gabbie per volatili, impossibilitati a muoversi, condannati a vivere tra gli escrementi, disidratati, fatti morire di stenti e di fame oppure legati a catena agli alberi nel terreno di proprietà.

La donna non appare essere una semplice accumulatrice seriale colpevole di maltrattamento e uccisione di animali. Alcune testimonianze, tra cui quella di un veterinario, ex vicesindaco del Comune di Montopoli in Sabina, suggeriscono il sospetto di uno sfruttamento per riproduzione illegale e commercio abusivo di animali.

Cavicchioli: dopo il sequestro, ci sono ancora cani nella sua abitazione?

Purtroppo, all’indomani dell'ultimo sequestro, mentre la troupe de "La Vita in Diretta" si era recata sul posto per girare una puntata, assieme ad altri testimoni sono stati uditi degli abbai provenire dall’abitazione della donna. Immediata la segnalazione ai Carabinieri i quali, trattandosi di una proprietà privata, non sono potuti entrare per effettuare un controllo. Sono seguite registrazioni audio e video con guaiti e latrati provenienti distintamente dalla casa della Cavicchioli.

Come ricordato dalla segretaria del partito animalista REA, poiché l’ordinanza di divieto di detenzione animali è sindacale e in capo al Sindaco, vi è l’obbligo di verifica dell’ottemperanza a tale obbligo. Se ciò non è stato fatto, oltre al reiterato maltrattamento di animali da parte di privati, si configura anche l’omissione di atti d’ufficio da parte del Sindaco e delle figure istituzionali con obbligo di controllo. Sarebbe dunque responsabilità del Primo cittadino e dei referenti ASL territoriali effettuare, in questo caso, i dovuti controlli, soprattutto dopo un sequestro atteso da anni.

Le stesse volontarie locali lo avevano detto: "Tanto domani lei sarà di nuovo piena di cani". Come in altre occasioni, la donna — probabilmente allertata dal clamore — potrebbe aver nascosto ancora una volta altri animali, sfuggiti al sequestro.

Una situazione intollerabile sulla quale sarebbe necessario un maggior impegno da parte delle istituzioni preposte per mettere un punto finale alla vicenda. Un caso che solleva numerose questioni dal punto di vista della tutela degli animali, mostrando una falla nel sistema.

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