di Tania Amarugi
In Sardegna, a Serdiana, un motociclista di 49 anni ha perso la vita schiantandosi contro un guardrail, mentre a Pavia di Udine un uomo di 47 anni ha subito l'amputazione di una gamba dopo un impatto simile.
Questi episodi riaccendono i riflettori su una questione irrisolta: l'adeguatezza delle barriere di ritenuta sulla nostra rete stradale. Anche se le normative europee EN 1317 impongono standard elevati per il contenimento dei veicoli e la Corte di Cassazione e diversi tribunali hanno confermato che, in caso di incidente causato da un guardrail non a norma o usurato, l'ente gestore è tenuto a risarcire i danni, il punto critico della questione è che non c’è un obbligo generalizzato per tutte le strade, ma solo nelle zone a rischio, come curve pericolose, in prossimità di ostacoli fissi, dove la velocità è elevata, lasciando in pratica alla discrezionalità dell’ente gestore stabilire dove installare i guardrail a norma.
Purtroppo in Italia una vasta porzione dei circa 833.000 km di strade italiane presenta ancora barriere installate prima del 1992 e molti di questi dispositivi, soprannominati "guardrail a manina" per i loro terminali piatti e taglienti, si comportano spesso come vere e proprie lame anziché assorbire l'urto. Un'inchiesta recente ha evidenziato come su 33.000 km di rete Anas, solo 500 km siano protetti da barriere specifiche con dispositivi salva-motociclisti (DSM).
Da un rapporto di analisi completo pubblicato a luglio 2025 è spiegato approfonditamente le funzioni di sicurezza fondamentali dei guardrail per automobilisti motociclisti ed anche i ciclisti.
Le criticità sul fronte della sicurezza sono anche le estremità non smussate che possono trafiggere l'abitacolo delle auto, i paletti scoperti che per i motociclisti rappresentano un ostacolo letale in caso di scivolata e le barriere arrugginite o deformate da impatti precedenti che perdono la loro capacità di reindirizzamento.
A livello nazionale, per far fronte a queste emergenze, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha recentemente stanziato 162 milioni di euro destinati esclusivamente alla manutenzione e all'installazione di guardrail salvavita con l'obiettivo di accelerare la sostituzione delle barriere discontinue con sistemi a "terza fascia", studiati per impedire ai motociclisti di scivolare sotto il nastro metallico e colpire i paletti di sostegno, causa principale di lesioni permanenti o fatali.
Recentemente Report si è occupata dell’argomento mostrando la differente realtà spagnola dove i motociclisti sono scesi in piazza coinvolgendo la popolazione per pretendere la sicurezza stradale ed hanno ottenuto già da alcuni anni l’installazione di barriere con bande protettive inferiori sulla quasi totalità della rete stradale. Qui a Grosseto la nostra redazione ha segnalato alla procura della repubblica alcuni questi problemi e qualcosa già si sta muovendo.
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