di Tania Amarugi
Don Antonio Coluccia è originario di Specchia (Lecce) ed ex operaio calzaturiero è un sacerdote vocazionista salentino, noto in Italia come "prete antimafia" o "prete antidroga", che vive costantemente sotto scorta a causa del suo forte impegno sociale e delle minacce di morte ricevute dalla criminalità organizzata.
Don Coluccia opera da anni principalmente nelle periferie più difficili di Roma (come Tor Bella Monaca, San Basilio, Quarticciolo e Laurentino 38). Molte sono le iniziative concrete che portano il suo nome: Le passeggiate della legalità. Organizza regolarmente presidi pastorali e marce nelle piazze di spaccio. Armato di megafono e rosario, scende in strada per dialogare con i residenti, allontanare gli spacciatori e portare il Vangelo. Ha fondato l'Opera Don Giustino, una comunità di accoglienza per persone emarginate, tossicodipendenti e vulnerabili all'interno di una villa confiscata a un boss della Banda della Magliana.
Promuove la legalità offrendo alternative concrete ai ragazzi dei quartieri degradati. A San Basilio, ad esempio, ha aperto una palestra sociale di pugilato gratuita, gestita in collaborazione con le Fiamme Oro della Polizia di Stato. Nel 2022 ha ricevuto il premio per la legalità dalla Fondazione Caponnetto.
Intimidazioni e aggressioni a Don Coluccia
La sua costante sfida ai clan e al mercato degli stupefacenti, lo ha reso più volte bersaglio di gravissime intimidazioni e aggressioni fisiche. L'episodio più recente si è verificato proprio ad ottobre 2026 nel quartiere del Quarticciolo, dove è stato circondato, insultato e minacciato da un gruppo di persone durante uno dei suoi consueti cortei per la legalità
Durante una delle sue consuete "passeggiate della legalità" per contrastare lo spaccio di stupefacenti, il sacerdote è stato accerchiato, insultato e minacciato di morte da un gruppo di circa dieci persone. Gli aggressori hanno rivolto al prete insulti pesanti, anche in lingua araba. Subito dopo, la situazione è degenerata con il lancio di pietre e oggetti dalle finestre dei palazzi circostanti. Gli agenti della Polizia di Stato assegnati alla sua tutela lo hanno immediatamente protetto e messo in sicurezza, respingendo gli aggressori. Le forze dell'ordine hanno identificato e denunciato tre cittadini tunisini ritenuti responsabili delle minacce.
Appello alla premier Giorgia Meloni
A seguito dell'accaduto, Don Coluccia ha lanciato un appello alla premier Giorgia Meloni chiedendo un presidio fisso delle forze dell'ordine al Quarticciolo, definendo la situazione locale "fuori controllo" e i lotti del quartiere completamente in mano alla criminalità.
Questo attacco segue una lunga scia di intimidazioni mirate a fermare la sua attività sul territorio romano: a settembre 2024 sempre nel quartiere Quarticciolo era stato bersaglio di una fitta pioggia di bottiglie e bastoni lanciati dalle finestre mentre parlava con alcuni residenti ad agosto 2023 a Tor Bella Monaca Durante una marcia della legalità, un uomo in sella a uno scooter ha tentato di investire Don Coluccia. Un agente della sua scorta si è interposto rimanendo ferito, per poi sparare un colpo di pistola che ha ferito e bloccato l'aggressore.
Nonostante la gravità di queste continue minacce, Don Coluccia ha ribadito più volte la sua ferma intenzione di non abbandonare le periferie e di voler proseguire con le sue attività di sensibilizzazione e presidio sociale. Persone così non devono essere lasciate sole ma sostenute per il miglioramento della società.
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