di Massimo Gervasi
Prima di parlare di vincitori e sconfitti bisogna capire di che cosa stiamo parlando. ENPAPI è l’Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza della Professione Infermieristica, la cassa previdenziale degli infermieri che esercitano la libera professione.
Un ente che gestisce previdenza, contributi e assistenza e i cui organi assumono decisioni che riguardano direttamente migliaia di professionisti. Non stiamo quindi raccontando la normale battaglia per qualche poltrona associativa. Qui si parla del governo di un ente previdenziale.
Proprio per questo che le elezioni ENPAPI 2026-2030 meritano qualcosa di più della semplice conta dei voti. La procedura prevede una prima fase nella quale gli iscritti eleggono l’Assemblea dei Delegati. Saranno poi i delegati, nella sessione successiva, a partecipare all’elezione del Consiglio di Indirizzo Generale e del Consiglio di Amministrazione. In sostanza, dal voto di questi giorni parte il percorso che porterà alla formazione degli organi chiamati a governare l’Ente.
Ma questa storia non comincia nel 2026. Durante la tornata elettorale del 2024 arrivarono al Ministero del Lavoro numerosi esposti riguardanti presunte anomalie del procedimento elettorale, circostanza richiamata anche in sede parlamentare. Il Ministero intervenne chiedendo chiarimenti sul corretto svolgimento delle procedure e sul rispetto delle norme statutarie e regolamentari. La consultazione inizialmente prevista per marzo venne successivamente rinviata.
Va ricordata anche l’altra versione: l’allora presidente ENPAPI Luigi Baldini contestò pubblicamente la ricostruzione secondo la quale il Ministero avrebbe “annullato” quelle elezioni, precisando che non esisteva un provvedimento ministeriale di annullamento e sostenendo che dall’attività ispettiva non fossero emerse violazioni nelle modalità di voto.
Poi però arriva un fatto preciso. Il 5 novembre 2025 i ministri del Lavoro e dell’Economia nominano Antonino Bartuccio commissario ad acta di ENPAPI, affidandogli il compito di indire e portare a compimento nuove procedure elettorali per il rinnovo degli organi statutari. Nel maggio 2026 il suo incarico viene prorogato fino al 5 novembre 2026.
C’è inoltre un particolare che pesa. Le istruzioni ufficiali per le elezioni 2026-2030 dichiarano di tenere conto anche degli esiti delle verifiche dei Ministeri vigilanti relative alla tornata del 2024. Dunque quello che accadde due anni fa non è semplicemente un ricordo da mettere in archivio: entra direttamente nel contesto delle nuove elezioni.
Ed è qui che arriva il comunicato di “ENPAPI Cambia Verso”. La lista sostiene che la partita non sarebbe conclusa con il conteggio dei voti, perché occorrerebbe verificare il possesso effettivo dei requisiti degli eletti. Nel comunicato vengono avanzate accuse pesanti: si parla di candidati che potrebbero non possedere i requisiti necessari e addirittura di presunte rassicurazioni ricevute da alcuni colleghi sul fatto che non ci sarebbero stati controlli.
Fermiamoci qui. Queste sono affermazioni di “ENPAPI Cambia Verso” e, fino a quando non saranno documentate e accertate, devono rimanere tali. Trasformare un’accusa in una sentenza sarebbe giornalisticamente scorretto.
Ma esiste un altro dato che invece non è un’opinione: i requisiti esistono e i controlli sono previsti.
Le istruzioni ufficiali ENPAPI 2026-2030 stabiliscono condizioni precise per candidarsi: requisiti contributivi, assenza di determinate cause di ineleggibilità e incompatibilità e specifici requisiti di professionalità. Il candidato autocertifica il loro possesso, ma questo non significa affatto che l’autocertificazione chiuda la questione. Le regole prevedono verifiche da parte dell’Ente e della Commissione elettorale e contemplano la possibilità di richiedere la documentazione necessaria. Le stesse istruzioni disciplinano inoltre le conseguenze dell’eventuale accertamento di false dichiarazioni, fino alla decadenza dalla candidatura o dall’incarico se l’elezione è già avvenuta.
Ed è a questo punto che Il Giornalista Scomodo fa semplicemente il proprio mestiere: pone domande.
I requisiti dichiarati dai candidati sono stati verificati individualmente? Le verifiche sono già concluse oppure possono proseguire dopo la proclamazione? Sono state richieste integrazioni documentali? La proclamazione certifica soltanto il risultato del voto oppure anche l’avvenuto accertamento definitivo di tutti i requisiti?
E ancora: se fosse vera l’affermazione di “ENPAPI Cambia Verso” secondo cui qualcuno avrebbe rassicurato alcuni candidati sul fatto che non ci sarebbero stati controlli, chi avrebbe fornito quelle rassicurazioni? Con quale titolo? E sulla base di che cosa?
Non stiamo cercando colpevoli da esporre sulla pubblica piazza. Stiamo chiedendo trasparenza. E dopo gli esposti del 2024, le verifiche ministeriali, la successiva nomina di un commissario ad acta e una nuova procedura elettorale che richiama espressamente quanto accaduto nella precedente tornata, pretendere chiarezza non significa alimentare sospetti. Significa eliminarli.
Chi ha vinto ha tutto l’interesse a dimostrare che ogni cosa è in ordine. Chi contesta ha il dovere di documentare le proprie accuse. L’Ente, invece, ha una responsabilità ancora maggiore: garantire agli iscritti che le regole siano state applicate a tutti nello stesso modo.
Per questo la domanda finale è una sola, semplice e scomoda: tutti gli eletti hanno davvero le carte in regola? Non servono rassicurazioni. Servono fatti, procedure e documenti. Se tutto è regolare, fare piena chiarezza rafforzerà gli eletti e la credibilità dell’Ente. Se invece dalle verifiche dovessero emergere irregolarità, allora non saremmo più davanti alla polemica di una lista dopo le elezioni.
Saremmo davanti a un’altra storia e quella storia meriterebbe di essere raccontata.
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Comunicato di “ENPAPI Cambia Verso"
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