Riduzione in schiavitù, violenze e truffe: i Carabinieri smantellano la comunità di Almese

Pubblicato il 5 ottobre 2026 alle ore 07:00

di Rita Bruno

Sembrava un centro di benessere psicofisico. Corsi di yoga, meditazione, arti marziali. In realtà, dietro quella facciata, si nasconde un sistema di terrore e assoggettamento.  

È quanto hanno scoperto i Carabinieri del Nucleo investigativo di Torino, che all'alba del 1 ottobre 2026 hanno eseguito il sequestro preventivo della comunità di Almese, nella Bassa Val di Susa, e tratto in arresto il fondatore. L'inchiesta, coordinata dalla Procura di Torino, si chiama operazione Asmodeo, come il demone biblico della cupidigia e della lussuria.

Chi è il "maestro" finito in manette

In carcere è finito Bruno Antonio Malatesta, 59 anni. All'interno della struttura si faceva chiamare "maestro" e si auto proclamava "il Prescelto" sostenendo di essere in contatto con la "Madre Divina". Le accuse a suo carico sono pesantissime: riduzione in schiavitù, maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale aggravata e truffa aggravata ai danni dello Stato. 

Ad affiancarlo, secondo gli inquirenti, tre collaboratori indagati a piede libero: una "maestra", una psicologa il cui ruolo è ancora al vaglio degli investigatori, e un "monaco" massoterapista che avrebbe praticato terapie sessuali a pagamento solo su clienti donne.

Il reclutamento: dai corsi di benessere alla prigione psicologica

Il meccanismo di adescamento era raffinato. La comunità gravitava attorno alla Fondazione Fiore della Pace, nata circa quindici anni fa e attiva anche sui social, dove vengono promosse discipline bionaturali e perfino "martial yoga" per bambini dai 5 ai 10 anni. Le vittime, una ventina di persone, in maggioranza donne, venivano intercettate in momenti di fragilità: separazioni, lutti, malattie anche oncologiche. Una volta entrate, diventavano "monache"  e "ancelle". Indossavano tuniche arancioni, si rasavano la testa. In paese li chiamavano "gli arancioni".

Voti di povertà e punizioni corporali: la vita dentro la comunità

Dentro la comunità, ospitata in villette a schiera del complesso dei Pioppi nella frazione di Milanere, le regole erano ferree. Le adepte pronunciavano voti formali di obbedienza, castità e povertà, consegnando progressivamente beni e patrimoni al leader. Il voto di castità, però, non valeva con il maestro. Chi trasgrediva subiva punizioni corporali, era obbligato a dormire a terra o gli veniva vietato di lavarsi per giorni. I turni di lavoro arrivavano a dodici, tredici ore al giorno. E le violenze sessuali venivano camuffate da "terapie purificatrici".

Vittime anche minorenni e raggiri milionari

Il quadro ricostruito dagli investigatori è torbido. Descritta la storia di una ragazza entrata nella comunità a nove anni con i corsi di yoga.A quindici anni sarebbe stata costretta a pronunciare i voti di castità, povertà e obbedienza.  Costretta sotto minaccia di morte. Altra vittima, una donna malata di sclerosi multipla, alla quale il Malatesta avrebbe promesso la guarigione, inducendo lei e il marito a spendere 10 mila euro in cristalli protettivi e 150 mila euro per un quadro. 

E ancora, una madre separata, convinta che il figlio di sette anni fosse in pericolo, spinta ad acquistare un quadro salvavita da 40 mila euro. In un rituale, il bambino sarebbe stato indotto a farsi praticare un taglio sul petto.

La truffa all'Inps da 80 mila euro

Non solo abusi. Malatesta avrebbe anche simulato di non essere in grado di camminare, inducendo in errore la commissione medica dell'Inps e percependo indebitamente oltre 80 mila euro di pensione di invalidità. Da qui l'accusa di truffa aggravata ai danni dello Stato come da comunicato stampa del Comando Provinciale di Torino del 1 ottobre 2026, stesso giorno del blitz.

L'indagine partita nel 2024 e l'appello alle vittime

L'inchiesta è partita nel marzo del 2024, sulla scia di denunce e querele presentate negli anni precedenti, le prime risalenti al 2017. Durante il blitz, gli ospiti che lo hanno desiderato sono stati presi in carico dai servizi sociali e accompagnati in luoghi protetti per un percorso di sostegno psicologico. 

I Carabinieri hanno lanciato un appello chiedendo a chi avesse subito abusi o fosse in possesso di informazioni utili, di farsi avanti e denunciare.

Aggiungi commento

Commenti

Non ci sono ancora commenti.