di Rita Bruno
Dopo lo svuotamento dai rifiuti, i contenitori devono rientrare nelle proprietà private. I regolamenti lo impongono ovunque, ma a punirlo davvero è solo il Veneto, dove la sanzione è automatica. In Toscana resta una violazione quasi mai contestata
I regolamenti comunali parlano chiaro. Dopo il passaggio degli operatori ecologici, mastelli e carrellati devono tornare dentro le proprietà private. Anche in fretta. A Prato, l'articolo 16 del regolamento rifiuti impone di ritirare i contenitori non appena svuotati, comunque non oltre le ore 20.00 del giorno stabilito per il ritiro. A Campi Bisenzio, il testo è ancora più stringente. Il ricollocamento oltre il confine di proprietà "nel minor tempo possibile dallo svuotamento".
Le ragioni sono quelle che ogni pedone conosce. I contenitori lasciati fuori ingombrano il marciapiede. Ostacolano passeggini e persone con disabilità. Può essere un pericolo anche per automobili e mezzi pubblici. Trasformando così la sede stradale in un deposito permanente.
La sanzione in Toscana: prevista, ma quasi mai staccata
La violazione è punibile. A Prato, per chi lascia il contenitore sull'area pubblica oltre l'orario, la multa va da 70 a 210 euro. Importi simili sono previsti dai regolamenti degli altri Comuni. A Firenze come nel Mugello servito da Alia non c'è penale: il mastello fuori oltre l'orario, il rischio è la sanzione del regolamento comunale dalle 25 ai 600 €. Nel grossetano servito invece da Sei Toscana vige la stessa regola sul ritiro del mastello, la sanzione viaggia dai 103,29 ai 1032,91 del regolamento base.
Il modello Treviso: 1,92 euro di penale, dritti in bolletta
Il Veneto ha scelto un'altra strada. Il Consiglio di Bacino Priula - l'ente che sovrintende a Contarina, gestore del servizio in 49 Comuni per 555 mila abitanti, ha introdotto una penale di 1,92 euro addebitata direttamente in bolletta per ogni contenitore trovato in strada fuori tempo o dimenticato dopo lo svuotamento. L'operatore segnala il contenitore con un adesivo, ne conserva copia, e la penale finisce nel conto periodico dell'utenza. Automatica e certa. Una dimenticanza pesa poco. Dieci all'anno si vedono sulla tariffa.
Il punto debole non è il tag ma la politica
In Toscana non tutti i mastelli e i carrellati del porta a porta sono ancora tracciati in modo puntuale come nel Trevigiano dove ogni contenitore corrisponde giuridicamente a una persona. Solo i comuni già in taric e sono 31 ad oggi, tra cui Vicchio dal primo gennaio 2026 hanno il tag nominativo con addebito a svuotamento. Estendere il sistema a tutta la Toscana sarebbe tecnicamente fattibile, ma manca una decisione politica regionale.
Il muro giuridico: la Cassazione protegge i condomini
C'è poi un ostacolo di diritto, che pesa soprattutto sui grandi carrellati condominiali. La Cassazione ha stabilito che non si può multare l'amministratore o i condomini se non viene individuato il responsabile materiale della violazione. Con un contenitore condiviso da decine di famiglie, dimostrare chi doveva riportarlo dentro è quasi impossibile. Risultato: i pochi verbali elevati crollano in fase di ricorso, e le polizie municipali lo sanno.
Il cortocircuito: quando a lasciarli in strada sono gli operatori
Resta la protesta dei residenti. Molti denunciano che dopo lo svuotamento sono gli stessi operatori della raccolta a lasciare i carrellati in mezzo al marciapiede o sul ciglio della carreggiata, magari rovesciati. Giuridicamente l'obbligo di rientro grava comunque sull'utenza. L'unico strumento in mano ai cittadini è la segnalazione ai gestori, che serve anche a documentare i disservizi: la rigidità chiesta agli utenti dovrebbe valere per tutti, operatori compresi.
Non è solo decoro, ma è responsabilità
Il mastello intestato con tag nominativo, se resta in strada fuori orario è sanzionabile. Se lo rubano il rischio è di pagare a oltranza i suoi svuotamenti se non vi è segnalazione.
In caso di furto o smarrimento la segnalazione va inoltrata all'operatore del proprio territorio, anche in app, per bloccare il tag e richiederne uno nuovo.
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