di Tania Amarugi
Nuove regole e un richiamo formale alla disciplina interna per il Corpo della Polizia Municipale di Grosseto.
Il comandante Alessio Pasquini ha firmato una circolare interna che introduce importanti cambiamenti organizzativi e rigide prescrizioni sul comportamento dei dipendenti, in particolare per quanto riguarda i contatti con la stampa e l’uso dei canali di comunicazione privata. Il provvedimento accoglie l'atto di indirizzo sulla "maggiore visibilità" voluto dall'assessore alla Sicurezza Riccardo Megale.
La novità più evidente riguarda l'obbligo di indossare la divisa d'ordinanza per tutti gli agenti, modificando radicalmente l'operatività di undici operatori della polizia giudiziaria e dei sei membri del nucleo Nos (Nucleo Operativo Sicurezza), finora impiegati prevalentemente in abiti civili.
La circolare del comandante Pasquini contiene anche un fermo richiamo all'ordine circa la diffusione di informazioni verso l'esterno, in particolare, ribadisce il divieto assoluto per il personale di divulgare autonomamente alla stampa o a terzi atti d'ufficio e dettagli sui servizi in corso, confermando che ogni comunicazione istituzionale deve transitare esclusivamente tramite i canali ufficiali del Comando e dell'Amministrazione comunale.
Il monitoraggio si estende in modo particolare alla sfera digitale e ai social network personali degli agenti. La disposizione vieta la pubblicazione di commenti, fotografie o riflessioni che facciano riferimento ad attività di servizio, fatti di cronaca gestiti dal Corpo o dinamiche interne dell'ufficio.
L'obiettivo dichiarato è la tutela del segreto d’ufficio e dell’immagine coordinata dell'ente, evitando che opinioni personali o dettagli sensibili possano essere confusi con posizioni ufficiali del Comando.
Non sono mancate le reazioni della politica locale, approdando sui banchi del Consiglio comunale attraverso un'interrogazione presentata dall'opposizione.
Se da una parte la giunta difende le scelte in nome della trasparenza e della visibilità sul territorio, le forze di minoranza – tra cui il Partito Democratico – criticano il provvedimento temendo che la militarizzazione visiva e i limiti comunicativi possano depotenziare l'efficacia investigativa e l'autonomia professionale storica del nucleo Nos.
E i cittadini che reclamano da mesi maggiore sicurezza in alcuni quartieri della città con gesti e fatti concreti chissà cosa ne pensano.
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