Grosseto, svolta per l'accoglienza dei senza casa? 1.500 famiglie nella morsa degli sfratti, fondi azzerati e alloggi al collasso

Pubblicato il 19 ottobre 2026 alle ore 07:00

di Tania Amarugi

Dal Comune di Grosseto viene annunciata una svolta attesa per il sistema di accoglienza e sostegno ai senza fissa dimora della città. Con delibera della Giunta comunale approvata a settembre è stato infatti approvato il progetto esecutivo destinato alla manutenzione straordinaria e alla messa in sicurezza del dormitorio comunale di via De Amicis.

L'operazione prevede un investimento  complessivo che supera i 200mila euro. Il piano degli interventi si concentrerà in via prioritaria sulla sistemazione e l'impermeabilizzazione della copertura dell'immobile, un passo fondamentale per  bloccare le infiltrazioni meteoriche, sanare i locali e garantire la futura conservazione e protezione della struttura pubblica. La necessità di far partire i cantieri era diventata stringente dopo che il dormitorio di via De Amicis era stato dichiarato temporaneamente inagibile, costringendo l'amministrazione a disporne la chiusura. Per evitare l'interruzione di un servizio sociale essenziale,  le persone finora ospitate erano state trasferite in via provvisoria presso i locali del pattinodromo di via Leoncavallo. Una sistemazione d'emergenza che aveva sollevato dibattiti politici e preoccupazioni tra le associazioni del terzo settore in merito alla gestione delle marginalità sociali e  dell'emergenza freddo in città.  

Diritto all’abitare

Con il via libera ai lavori, l'amministrazione comunale punta a completare l'opera di riqualificazione nel minor tempo possibile, restituendo alla rete dei servizi sociali un'infrastruttura totalmente rinnovata, sicura e idonea a offrire dignità e riparo alle persone più vulnerabili della comunità.  I numeri descrivono una crisi senza precedenti, una vera e propria emergenza sociale. A Grosseto il diritto all’abitare sta scivolando verso il collasso: sono circa 1.500 i nuclei familiari che si trovano nella cosiddetta "fascia grigia", ovvero quel segmento di popolazione con un lavoro stabile o un reddito minimo che, tuttavia, non basta più a sostenere l'esplosione dei canoni del mercato libero A lanciare l'ultimo disperato allarme sono i sindacati degli inquilini, a partire dal SUNIA, che  fotografa una provincia stretta tra l'aumento dei costi, il boom degli affitti turistici brevi e il blocco  strutturale del welfare pubblico.

A fronte di 700 domande per l’assegnazione di una casa popolare i  fondi sono dimezzati dopo la cancellazione del Fondo Nazionale per l’affitto decisa dal Governo, i Comuni si sono ritrovati privi di paracadute e le risposte concrete della macchina pubblica  rimangono pochissime. A Grosseto, il bando comunale per il contributo affitto mette sul piatto appena 320.000 euro, meno della metà rispetto agli oltre 700.000 euro stanziati negli anni passati. Con una stima di oltre 700 domande complessive, le risorse si tradurranno in cifre irrisorie per le  famiglie, incapaci di coprire anche solo una singola mensilità. E allora dove vanno i senza casa? Solo nel corso dell'ultimo anno sono stati 104 gli sfratti eseguiti nel territorio grossetano, con una  proiezione provinciale che minaccia di toccare i 300 provvedimenti complessivi.

Nella stragrande maggioranza dei casi la causa scatenante è la morosità incolpevole, ma crescono sensibilmente anche  i casi di "finita locazione": proprietari che decidono di non rinnovare i contratti pluriennali per destinare gli immobili alle più redditizie locazioni brevi e turistiche.  

Chi perde la propria abitazione a Grosseto si trova davanti a un vicolo cieco: decide di stare in  famiglia dividendo appartamenti anche di modeste dimensioni con parenti a volte con amici, oppure  si trasferiscono in comuni limitrofi sperando di trovare canoni più accessibili, pur allontanandosi dal  proprio posto di lavoro o dalle scuole dei figli. Per chi non ha reti di supporto, il rischio concreto è  la strada o la ricerca di sistemazioni di fortuna in immobili abbandonati. La cronaca cittadina  conserva ancora la memoria drammatica di gesti estremi consumati alla vigilia dell'arrivo  dell'ufficiale giudiziario. 

Mentre le liste d'attesa si allungano e i cantieri di edilizia residenziale pubblica, come i progetti  nell'area del Pizzetti o di via Sogno procedono a rilento tra le polemiche politiche, il territorio  provinciale vive un enorme paradosso strutturale: si stimano infatti oltre 72.000 abitazioni non occupate o sfitte nella nostra provincia, secondo i comunicati ufficiali del sindacato SUNIA di Grosseto, il Sindacato Unitario Nazionale Inquilini ed Assegnatari, che periodicamente elabora dossier sull'emergenza abitativa in provincia.  

Le opposizioni consiliari e i movimenti per il diritto alla casa chiedono a gran voce un cambio di rotta radicale: lo stop alla speculazione turistica nei centri urbani e l'attivazione immediata di  un'Agenzia sociale per la locazione, uno strumento pubblico in grado di fare da garante tra proprietari e inquilini a canoni concordati. Senza interventi strutturali e urgenti, la Maremma rischia di trasformarsi in un territorio per soli turisti, lasciando i propri residenti senza un tetto sopra la testa.  

Aggiungi commento

Commenti

Non ci sono ancora commenti.